Cap’n Jazz – Analphabetapolothology

Cap’n Jazz cover

Genere: Post-emo Indie, un minestrone di emo
Voto: 4,5/5

Se siete su questo sito conoscerete quasi sicuramente i Cap’n Jazz, una band diventata famosa per aver partorito delle canzoni che contengono veramente tutti gli stili di emo sperimentati durante gli anni novanta. Prendete la musica che va dai Rites Of Spring ai Sunny Day Real Estate, mischiatela insieme (anche non coerentemente) ed otterrete i Cap’n Jazz. I due membri principali di questo gruppo sono i due fratelli Kinsella, Mike e Tim. Questi ultimi, manco a dirlo, erano membri anche di molte altre bands indie emo anni 90′, tra cui The Promise Ring, American Football, Joan Of Arc e altri. Questo disco può essere considerato un “ Greatest Hits”, ed ha avuto un successo molto superiore a tutte le precedenti uscite dei Cap’n Jazz.

I Cap’n Jazz appartenevano alla scena Hardcore underground di Chicago dei primi anni 90′, ma come si fa ad essere hardcore con una voce come quella di Tim Kinsella? Una voce che attribuiresti a quella di un gruppo pop/punk (immaginatevi un bambino che canta in una band hardcore, e vi sarete fatti un idea della sua voce). Questo era appunto quello che li separava da tutte quelle voci grezze tipiche dell’hardcore. Così nel 1997 esce “Analphabetapolothology”, un insieme di tutte le canzoni che meglio distinguevano questo gruppo dalla massa, rilasciato dalla Jade Tree Records.

Come ho detto, i Cap’n Jazz non suonano un particolare stile di emo, anche se ricordano molto le bands del Midwest. A parte ciò, ogni canzone ha uno stile, un miscuglio di vari stili. In queste canzoni si trovano le radici emo degli Embrace, o la schizzofrenia degli Heroin. Una musica che non è affatto adatta a qualsiasi orecchio, e non sarà certo la voce dolce ed emozionale di Tim a rendere il tutto pappa per cani e porci. In sintesi non è detto che vi piacciano ad un primo ascolto. Gran parte dei testi raccontano delle storie, o meglio cercano di farlo, perchè il loro senso probabilmente è noto al solo autore.

Ora non starò certo a descrivere ogni singola canzone, dovete solo prendervi circa due ore di tempo ed ascoltarvelo. Se proprio volete un consiglio, a me il secondo CD non piace molto, ma sempre relativamente al primo. Questo album rimane comunque un pezzo di storia emo.

Recensione originale


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